San Cassiano di Controne

Il Cavaliere di San Cassiano

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Il cavaliere da San Cassiano, a parere di molti studiosi un san martino è stato attribuito alternativamente a Jacopo della Quercia ed al Valdambrino ;  Peleo Bacci, soprintendente ai monumenti di Pisa dal 1910 al 1923, dichiara  di avere ritrovato la scultura in una stanza ridotta a legnaia ad uso del parroco  insieme alle due statue dell’ annunciazione nel 1909.
Il primo restauro dovrebbe risalire ai primi del novecento, data individuata unicamente dal telegramma inviato dal parroco di San Cassiano nell’ ottobre del 1920 , in cui si comunica alla soprintendenza di Firenze l’ invio della scultura del “santo cavaliere e del cavallo al restauro”, nonché dalle date delle foto del 1913 prima e del 1926 dopo il restauro.

Al suo ritrovamento , il gruppo equestre  fu creduto da alcuni (Bacci) un San Martino, da altri un’ Sant Ansano . Il Raggianti nell’attribuzione al Valdambrino (1938) lo ritiene un San Cassiano. Ricordiamo che il Sant’ Ansano è raffigurato in piedi, con il cuore in mano e vestito con una tunica corta. Il San Cassiano, invece, è un vescovo ed è raffigurato di solito in età adulta. Trovando troppo diversi i raffronti  del nostro cavaliere con quello dei due santi  ,riteniamo più  verosimile che sia un San Martino a cavallo.

Il gruppo equestre è in legno di Tiglio. Il tiglio è un legno che si lavora molto bene per la sua omogeneità e per la sua morbidezza ed è il migliore fra tutti i legni che si adoperano alla scultura … perché ha i pori uguali per ogni lato ed ubbidisce più agevolmente alla lima e allo scalpello.

L’artista ha avuto bisogno di trovarsi di fronte ad un unico blocco di materia, da scolpire portando avanti l’opera tutta insieme e non a pezzi assemblati.

Del gruppo equestre da San Cassiano rimangono oggi il busto del cavaliere (privo delle braccia) ed il corpo del cavallo, al quale è rimasta collegata la sola zampa anteriore sinistra (le altre tre zampe, distaccatesi a livello del incastro con il corpo, sono andate perdute).